Risk Management - Rischio Clinico

Si è concluso il "II Forum Risk Management"
Dati conclusivi da reparti e laboratori. Il dialogo, soluzione a costo zero. Il modello toscano. Il punto sulle assicurazioni
Restano tra gli eventi avversi più frequenti in corsia i danni da materiale ritenuto dopo interventi (11%), il decesso o la disabilità permanente in neonati sani (10%), la reazione trasfusionale (7%), il travaglio e il parto (6%), l’errore di terapia farmacologia (5%). Questo secondo il Protocollo sperimentale di monitoraggio degli eventi sentinella del ministero della Salute dibattuto al II Forum Risk Management di Arezzo in conclusione. Unità operative più a rischio Chirurgia (23%), Ginecologia e Ostetricia (17%), Medicina (13%) e Pronto soccorso (12%). Il suicidio di pazienti ricoverati che si attesta al 16%.
Dai laboratori di analisi italiani resiste uno zoccolo duro del 15-20% di errori analitici. “Bisogna comunque sempre mantenere alta la guardia, contando su personale professionalmente preparato e puntando quindi molto sulla formazione” ha sottolineato Cosimo Ottomano della Sibioc. “La gran parte dei laboratori sono automatizzati e quindi l’errore è ridotto ma bisogna lavorare sull’ armonizzazione nella raccolta e trascrizione dei dati” precisa Emilio Gianni dalla Siemens.
Le 4 aree di intervento individuate dall’Oms per intervenire in riduzione degli errori sanitari perché più soggette sono infatti: Chirurgia (sede sbagliata dell’intervento, paziente sbagliato..), l’uso di soluzioni ad alta concentrazione, la ‘medication reconciliation’, tener contocioè nel ricovero, trasferimento di reparto dei pazienti e nella dimissione delle terapie somministrate in precedenza e il
lavaggio mani, visto il problema mondiale legato alle infezioni.
“La Toscana ha dimostrato che si porta avanti una politica di gestione del rischio si possono contenere i sinistri, un fenomeno che rischia di esplodere - sottolinea Riccardo Tartaglia, del Centro Gestione Rischio clinico della Regione Toscana. Il trend infatti degli errori clinici e delle denunce in Toscana è in controtendenza rispetto al resto del Paese. “Da uno studio su 500 cartelle cliniche nel 2006 sono stati riscontrati solo il 2% di errori. Anche il sovraccarico di lavoro, lo stress di medici e infermieri può essere una causa di errore ed è importante investire anche in un’altra misura di prevenzione a costo ‘zero’ che è il dialogo”.
“Da questo II Forum di Arezzo è emersa la necessità di un ulteriore sforzo per garantire maggiore trasparenza del mercato assicurativo - conclude Federico Spandonaro, Ceis, Università Tor Vergata di Roma - e più specificatamente parliamo di responsabilità civile in ambito sanitario. D’altra parte il ministero, le Asl e i privati in generale sono sensibili al cambiamento che notiamo nella nostra società e che comporterà un adeguamento delle tecnologie di trasferimento del rischio. Su questo si potranno ottenere sia risparmi per il settore pubblico sia un maggiore interesse da parte delle compagnie assicurative, che negli ultimi anni si erano ritirate da questo mercato”.
Appuntamento ad Arezzo per il 2008 per l’informazione e la responsabilizzazione del cittadino nella prevenzione del rischio.
A conclusione del II Forum sul Risk Management, tenutosi in questi giorni ad Arezzo, è emerso l’impegno a costituire in ogni Azienda ospedaliera un’apposita Unità dedicata alla Sicurezza del paziente e un’Unità di valutazione sull’ingegneria clinica, attualmente applicata in circa il 70% delle strutture.
L’appuntamento è per il 2008 ad Arezzo, dove tutti i promotori del Forum, Ministero della Salute, Ministero per l’Innovazione e le Riforme nella P.A., Istituto Superiore di Sanità, Istituto Superiore per la Prevenzione e la Sicurezza del lavoro, Agenzia per i Servizi sanitari regionali e Gutenberg sicurezza in sanità, oltre a fare il punto sulle applicazioni di ITC da qui a venire, lavoreranno mettendo al centro del sistema il cittadino, elaborando soluzioni che abbiano come oggetto l’informazione e la responsabilizzazione del paziente nella prevenzione del rischio.
L’impegno preso intanto dal Ministro della Salute Livia Turco e dal Coordinatore degli assessori alla sanità Enrico Rossi è di portare in Conferenza Stato Regioni il tema prioritario della Sicurezza del paziente, per consentire di attivare da subito la governance del rischio clinico, che è ampiamente descritta nel Ddl sull’ammodernamento del SSN.
Nel corso del Forum è stato inoltre messo a punto un Sistema nazionale di Rilevazione Dati sul Rischio clinico, con particolare attenzione agli “eventi sentinella” e alla valutazione delle tecnologie, e che produrrà un rapporto annuale a cura dell’Agenzia per i servizi sanitari regionali.
L’incontro aretino è stato inoltre occasione di formazione e di divulgazione delle “buone pratiche” già messe in atto in diverse realtà locali: campagne di promozione dell’igiene degli operatori, con particolare attenzione alla semplice pratica di lavarsi le mani, e iniziative che garantiscano all’interno degli ospedali un sistema di identificazione sicuro del paziente.
Gli accordi presi nell’ambito del management del rischio clinico verranno ripresentati in una imminente occasione internazionale, a Strasburgo, dove ci si confronterà anche con le esperienze estere.
DOMENICA 02 DICEMBRE 2007 11:22 - ufficio stampa
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