Risk Management - Rischio Clinico

Partendo dalla definizione stessa del Risk management come l’insieme delle attività coordinate per gestire un'organizzazione con riferimento ai rischi che include la valutazione, il trattamento, l'accettazione e la comunicazione del rischio. (Guida ISO/IEC 73:2001) si comprende l’importanza del ruolo della comunicazione nei processi alla base della “gestione del rischio”.
Abbiamo incontrato Stefano Martello, giornalista ed esperto in comunicazione con lo scopo di chiarire il ruolo ed i compiti della comunicazione nell’ambito del risk management e della sanità pubblica e privata.
Quali sono i compiti e le prospettive della comunicazione oggi in Italia?
La comunicazione ha assunto un ruolo fondamentale e trasversale in ogni settore professionale; l’obiettivo è quello di favorire un dialogo più trasparente con i vari pubblici di riferimento, favorendo una maggiore comprensione delle attività e delle strategie poste in essere. Le prospettive sono positive, anche se risentono di alcune criticità. L’utilità della comunicazione non è più posta in dubbio, ma permangono forti difficoltà in merito alla formazione dei comunicatori, all’inserimento professionale e agli inquadramenti contrattuali. Direi che siamo ancora drammaticamente in un momento di transizione.
Quanto incide sulla prevenzione del rischio clinico la comunicazione interna?
Molto, se pianificata in maniera efficace. Improntare un dialogo bidirezionale con i propri pubblici interni (informazioni dall’alto verso il basso e dal basso verso l’alto) consente infatti un confronto sulle criticità presenti e su quelle probabili, favorendo soluzioni ponderate e a medio lungo termine. Di più, calibrando in maniera omogenea le condotte di comunicazione esterna. Senza scordare, poi, gli obiettivi di motivazione e di aggregazione interna che potrebbero migliorare le condotte di lavoro di gruppo ed individuali, aumentando la produttività della struttura.
Sarebbe corretto dire che comunicare è prevenire?
In teoria si, anche se il dato quotidiano indica una tendenza a rispondere ad una crisi/disagio già presente. Con due conseguenze importanti: la difficoltà della risposta (per la presenza del disagio che comporta una risposta in tempi veloci) e il dato (rivolto alla propria utenza) per cui le crisi non si dimenticano facilmente.
Quali sono gli strumenti che il comunicatore ha a disposizione per favorire il processo di comprensione del risk management?
Gli strumenti sono molti, pensiamo al sito web, alle newsletter, alle reti intranet. Credo, tuttavia, che il dato veramente importante riguardi la scelta dello strumento più adatto al proprio scopo. Troppo spesso la scelta si è rivelata quantitativa e non qualitativa, compromettendo l’azione stessa dello strumento. La scelta deve essere sempre compiuta valutando l’ambito d’azione e i bisogni della struttura; se la struttura coinvolta è piccola, ad esempio, sarà inutile investire in una newsletter mentre sarà più efficace prevedere delle riunioni settimanali. Razionalizzare gli strumenti deve divenire parte integrante di ogni strategia comunicativa.
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