Risk Management - Rischio Clinico

Risk Management in Sanità
Errare humanum est, perseverare autem diabolicum Primo passo: diffondere la “cultura dell’errore”
Per Risk Management o “Gestione del Rischio” si intende il sistema fondato su una metodologia logica e sistematica che consente, attraverso vari processi, di identificare, analizzare, valutare, comunicare, eliminare e monitorare i rischi associati a qualsiasi attività, nel nostro caso la Sanità.
Il tema del rischio clinico ha un forte impatto sociale e si pone attualmente come argomento di rilevante importanza per vari settori della sanità, all’interno della sistemi della Qualità e della valutazione dei processi organizzativi.
Attualmente non sono stati prodotti dati certi a livello nazionale sulla tipologia e sulla reale entità degli errori più frequenti, anche se dai dati parziali emergono due categorie di “eventi avversi” più rilevanti: gli errori commessi in merito alla gestione (prescrizione e somministrazione) dei farmaci e il verificarsi di infezioni ospedaliere.
Il primo passo per iniziare ad affrontare il tema dell’errore e dell’evento avverso è quello di diffondere la cultura dell’errore e promuovere l’uso di una scheda di segnalazione dell’evento avverso per arrivare al punto di conoscere preventivamente i rischi, quali sono e con quanta frequenza si possono manifestare.
Per raggiungere questo risultato si dovrebbe, però, avere consapevolezza dell’importanza della gestione e della valutazione del rischio.
Per valutare il grado di interesse, conoscenza ed applicazione del risk management In Italia nel 2003 l’UNI (Ente Nazionale Italiano di Unificazione), ha condotto un’indagine da cui è emerso che il Risk Management è ancora assimilato al concetto di “sicurezza sul lavoro” e che,per il momento, prevale ancora, da parte delle aziende, l’obiettivo di risparmiare il più possibile sulle polizze assicurative.
Sembra che lentamente questa tendenza stia scomparendo e che le aziende ospedaliere stiano perdendo l’approccio prevalentemente amministrativo al problema del rischio a favore dello sviluppo di una “cultura del rischio”, centrata su una logica orientata alla prevenzione e fondata sulla convinzione che gli errori adeguatamente studiati ed analizzati rappresentano preziose opportunità di conoscenza. L’obiettivo dei processi di gestione del rischio clinico è quello di ridurre l’errore, consentendo di agire in anticipo, prima che il danno si verifichi ottenendo la collaborazione di tutte le professionalità coinvolte: dirigenza, medici, infermieri, assicurazioni e i pazienti.
La lentezza del processo è forse determinata dalla concezione dell’errore: i meccanismi punitivi non fanno altro che incentivare l’occultamento dell’errore. *Come si fa a prevenire l’errore? Prima di tutto bisogna osservarlo, registrarlo e quantificarlo. Ma la cultura della segnalazione non è così facile da realizzare: l’errore per sua natura è legato al giudizio da parte degli altri. E’ una conquista che va raggiunta all’interno dell’istituzione attraverso continue rassicurazioni sulle finalità non punitive della segnalazione (Maria Giulia Marini, Responsabile Area Sanità dell’Istud).
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