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Integrazione Socio-Sanitaria

Nel Welfare l’integrazione agisce incisivamente sui principi di integrazione in qualità di “totem” culturale, quasi ideologico. Si sono attivate politiche di integrazione però non è seguito lo sviluppo di idonei strumenti aziendali a supporto dell’integrazione stessa, solo potenziale ed inefficace attualmente. L’integrazione intesa come inserimento sociale istituzionalizzazione (es. inserimento degli handicappati nelle scuole ordinarie, chiusura dei manicomi, reinserimento sociale dei malati psichici, re-inserimento educativo dei carcerati nel tessuto sociale, collaborazione comuni-AUSL, coordinamento ospedale-territorio in psichiatria).

Perchè cresce la rilevanza dell'integrazione tra servizi sociali e servizi sanitari

  1. Servizi sociali o socio-assistenziali: sono servizi i cui titolari sono i comuni e Regioni
  2. Servizi socio-sanitari sono servizi cui strutturalmente vi è una titolarità incerta condivisa tra comuni Regione e aziende sanitarie. In quest’area dovrebbe essere diffusa la compartecipazione finanziaria tra comuni ed AUSL, in quest’area dal confine incerto tra sociale e sanitario operativamente il servizio sanitario sociale interviene a favore di anziani, minori ed handicappati
  3. Servizi sanitari ad alta ricaduta sociale: prestazioni sanitarie con risvolti socio-assistenziali, competenza esclusivamente sanitaria che hanno importanti effetti social
  4. Servizi sanitari: di pertinenza sanitaria, l’igiene pubblica , prevenzione, la medicina generale, la specialistica territoriale, l’ospedale, vivono una oggettiva difficoltà a trovare consensi nelle classificazioni dei servizi rendendo il confine tra l’intervento sociale e quello sanitario sempre più incerto.La qualità attesa dei cittadini cresce “l’enpowerment” degli utenti, che non accettano più servizi frammentati, disaggregati la reingegnerizzazione di processi integrati può garantire una risposta a queste attese, poggiano su strutture organizzative coordinate integrate, obbligare quindi, gli operatori ad utilizzare metodologie e tecniche assistenziali di second best

L’integrazione diventa un obiettivo stringente degli strumenti manageriali da sviluppare in sanità e nel sociale. Con quali strumenti si costruisce sul campo.

Cosa intendiamo per "integrazione"
L’implementare degli strumenti aziendali, l’integrazione delle strategie, la competizione tra comune e AUSL lo scaricarsi reciprocamente la titolarità di un’area di bisogno impedisce l’ottenimento dell’integrazione.
Integrazione è network socio-sanitario, negoziare soluzioni concertate, il bisogno di integrazione è tale da garantire nell’azione sinergica,costruire forme di collaborazione tra le unità operative, se non addirittura unità organizzative unitarie, con più punti informativi presso circoscrizioni, municipi, trovare un sistema capace di elaborare un piano diagnostico ed assistenziale unitario.

Per l’utente integrazione di unitarietà del processo di fruizione, senza innumerevoli passaggi, presso strutture diverse, con meno frammentazione, l’integrazione quindi tra USL, municipi, in unico Network informativo in grado di rendere percorsi univoci. L’esperienza di molte AUSL è quella di aver ottenuto delega dei servizi sociali, l’unitarietà istituzionale l’ente sovraordinato nella programmazione socio – sanitaria, di norma la Regione, ha un ruolo importante, progetti obiettivo, piano socio- sanitari e principalmente l’ASP Agenzia Sanitaria Pubblica , Istituto delle potenzialità Sanitarie Territoriali e confronto con i bisogni.

Nel campo dei servizi sociali il processo di accelerazione nel gestire nei sistemi di Welfare locale cioè la costituzione di aziende sociali pubbliche, verso il privato profit o non profit, miste pubblico o privato. Una azienda mista AUSL e comuni può rappresentare uno strumento di integrazione.

Uno strumento potente di integrazione è la progettazione congiunta dei servizi, l’individuazione degli strumenti di comunicazione/attivazione delle prestazioni. La costruzione di èquipe miste comporta una forte integrazione organizzativa, che arriva ad attribuire responsabilità unitarie,il soggetto pubblico e il soggetto privato con un’unica missione, èquipe miste operative a confronto, la frammentazione dell’offerta con le Regioni dell’utente. La reingengerizzazione di processo ha mostrato enormi spazi di miglioramento dei benefici per gli utenti, favorendo atteggiamenti imprenditivi che guardano al sociale con impegno. Proporsi come imprenditore del network, definire e comunicare un proprio posizionamento nella costituzione del network, favorire la costruzione di un network integrato locale con strumenti aziendali, il sistema di welfare locale, nel settore socio-sanitario può migliorare significativamente le proprie performance grazie alla collaborazione interistituzionale, con gli strumenti previsti in grado di cogliere, definire le priorità sociali, iniziare a introdurre, sviluppare i relativi strumenti con strumenti manageriali disponibili.

L'integrazione socio-sanitaria
Le modifiche al titolo V della Costituzione hanno sostanzialmente cambiato il sistema delle responsabilità in ordine all’assistenza sanitaria la legge 328/2000, legge quadro per la realizzazione del Sistema Integrato di Interventi e servizi sociali, ha individuato nel Piano di Zona lo strumento di collegamento istituzionale e di forte integrazione tra soggetti pubblici e privati e tra servizi sociali e sanitari.

L’art. 19, “sistemi sociali di intervento” basati sulla complementarietà degli interventi sanitari e sociali, coordinamento nel territorio, attività di enti e organismi che hanno competenze o realizzano iniziative in questi settori.

L’integrazione tra servizi sanitari e servizi socio assistenziali, ottimi esempi di collaborazione e lavoro integrato, la separazione tra sociale e sanitario risulta artificiosa, i bisogni complessi, che richiedono unitarietà di intervento , progetti personalizzato, continuità assistenziale, condivisione degli obiettivi, progettazione integrata delle risposte, nell’integrazione tra comparto sanitario e sociale il fondamento per affrontare l’ampliamento dell’area di utenza connotata da cronicità delle condizioni di non autosufficienza. Il fenomeno di invecchiamento, costante crescita della domanda di persone con gravi disabilità permanenti, la dimensione delle relazioni familiari, forte presenza di persone sole.

Il potenziamento di una rete integrata tra le aziende sanitarie cittadine, in termini di cooperazione interaziendale, persegue equità per i cittadini favorendo l’accessibilità e l’omogeneità nei meccanismi d’offerta. Indirizzi Programmatici espressi dalle Conferenze dei Presidenti di Circoscrizione AA.SS.LL. , il lavoro congiunto tra comparto sanitario e socio assistenziale mira alla sistematizzazione, qualificazione e potenziamento della rete di risorse residenziali e semiresidenziali, offerta a garanzia della facoltà di scelta dei cittadini nella corrispondenza con gli esiti delle competenti unita valutative. Quindi, opportuno considerare il Piano di Zona può giungere a definire i percorsi per l’individuazione delle priorità di azione, prestazioni del servizio sanitario della rete sociale al fine di individuare le principali aree di intervento e realtive modalità. Al centro la famiglia, i minori, le persone anziane, le persone con disabilità, gli adulti in difficoltà e gli stranieri; gli obiettivi strategici di priorità sociale, politiche sociali integrate e gli Indirizzi programmatici alle ASL.

Il comune, la Regione coordinamento delle strutture sanitarie operanti nell’area l’identificazione delle modalità cui concretizzare l’azione di coordinamento di cui è prevista la costituzione quale strumento operativo determinante. Il sistema di documentazione deve includere le previsioni nel futuro, le esigenze di aggiornamento sia per assistere i processi di scelta, programmazione proiettati negli anni a venire.

Progetto Osservatorio Cittadino per la salute.
Le famiglie costituiscono interlocutori privilegiati e riferimento nell’unità locale, favorendo progetti di collaborazione tra servizi sociali territoriali e Consultori familiari, il sostegno alla famiglia, il potenziamento dei consultori familiari e il coinvolgimento dei pediatri di libera scelta. Aiuto e consulenza per il disagio psichico Sostegno ai bambini disabili Prevenzione e recupero del disagio. A fronte dei crescenti bisogni originati sia da dipendenze (alcool, tossicodipendenze, farmaci, fumo, gioco….) Guardia Medica, Segr. T. e Dipartimenti di salute mentale, Amministrazione penitenziaria, associazioni di volontariato e Terzo Settore, migliorare i percorsi comunicativi e di creare sinergie, collaborazioni tra interlocutori coinvolti.

Da considerare le problematiche relative alle persone straniere temporaneamente presenti, Comune, Regione, Provincia e ASL, che rendano possibile la messa a disposizione di prestazioni, rapide, presidi, protesi sanitarie e visite mediche domiciliari a gestanti e madri fino a sei mesi di vita del bambino, persona disabile attraverso un progetto concertato, opportuna la costruzione di procedure che prevedano un maggiore coinvolgimento degli interessati e delle famiglie, da definire in relazione al tipo di disabilità a fronte dell’emergere di nuove forme di disabilità risulta necessario differenziare l’offerta di servizi per rispondere ai nuovo bisogni. In ultimo, per monitorare i servizi e le azioni si ritiene opportuno provare ad integrare i sistemi informativi gestiti dai diversi soggetti che si occupano della stessa persona.

Le famiglie costituiscono interlocutori privilegiati e riferimento nella comunità locale, favorendo progetti di collaborazione tra servizi sociali e territoriali e Consultori familiari. Il sostegno alla famiglia, il potenziamento dei consultori familiari e coinvolgimento dei pediatri di libera scelta. Aiuto e consulenza per il disagio psichico, sostegno ai bambini disabili, prevenzione e recupero del disagio.

Massimiliano Picardi

 

 
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