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Etica e Sociale

Possiamo definirla una disciplina, appartenente alle “Scienze Morali”, con particolare rilievo ai comportamenti etico-relazionali, dell’imprenditore e dell’impresa tutta.
I Fondamenti Etici, e dell’ordinamento giuridico si rendono necessari quando vengono a mancare i valori intesi come disciplina dell’individuo che sia Manager o dipendente.

Il processo di Democrazia, la libera manifestazione personale e sociale incombono sulla Società Moderna, ciò comporta un comportamento Etico delle regole da seguire.
La globalizzazione, la New Economy basata sul libero mercato, hanno generato una crisi della società in termini Etico Sociali, nonché una contraddizione ai contenuti del Welfare.

Nell’ambito dei Servizi Sociali con la legge “328/2000, l’utilizzo normativo e l’evoluzione culturale hanno facilitato l’integrazione dei Servizi nel Sociale, ma contemporaneamente non vi è stata un’evoluzione deontologica dell’individuo e ciò ha comportato una crisi del Welfare State, in quanto la società moderna deve necessariamente constatare l’insufficienza di ideologie, viste le posizioni individualistiche e liberiste dettate dalla visione consumistica della Società Moderna.

Questo, ormai, consolidato scenario, comporta una certa attenzione verso l’imprenditore che esercita la propria attività nel contesto Socio-Sanitario. Ecco il motivo per cui io e la mia azienda ci siamo posti un tema/progetto che persegue Una Democrazia matura permette di individuare i reali bisogni, e l’impresa deve integrarsi all’istituzione per soddisfarli ritrovando il giusto equilibrio tra interessi personali e esigenze dell’utente, a supporto alle Istituzioni.

Concetti di Giusnaturalismo moderno, contrastano con i principi di Welfare, di fatto trascurando le fasce deboli, a vantaggio di politiche-economiche finanziarie di ampio respiro, ma ritengo sicuramente raggiungibile un punto di eguaglianza in grado di soddisfare le esigenze di tutti, con la giusta moderazione.

Ciò è raggiungibile spesso, con uno sforzo capace di realizzare un codice etico dell’impresa, che opera all’interno del Welfare “come una certificazione di qualità dell’imprenditore”, che una volta ottenuto, sia fonte fiduciaria dell’istituzione per soddisfare le esigenze dell’utente.

Vorrei essere più chiaro, non si può considerare un fornitore di servizi Socio-Sanitari, come l’assistenza domiciliare, trasporto Disabili, come un fornitore di beni con tutto il rispetto sono attività commerciali, che comportano una struttura diversa, senza naturalmente togliere nulla ai fornitori di beni, ma sicuramente le Società di servizi sociali, se consapevoli del ruolo che occupano, vivono le difficoltà quotidiane con una maggiore pressione in quanto consapevoli che se un paziente non riceve quel tipo di assistenza, genera un malcontento generale anche familiare, che talvolta può provocare danni irreparabili.

Lo stimolo del cittadino ad esercitare i propri doveri e al tempo stesso i propri diritti è o dovrebbe essere una funzione di civiltà trasparente, ma se imponiamo con il regolamento solo l’adempimento dei doveri o trascuriamo i diritti, non possiamo pretendere di vivere in una società moderna e Democratica.

Il codice Etico professionale chiarito da alcuni regolamenti, riguarda solo le figure professionali singole, anche l’imprenditore come parte dell’impresa deve esercitarlo, su schemi da codificare secondo un codice etico di riferimento a cui adattarsi e volontariamente accettarlo, una specie di Albo Imprese legate ai Servizi socio Sanitari, e deve essere esempio al personale impiegato nell’attività. Come possiamo pensare che una risorsa impegnata, faccio l’esempio di un autista e un’assistente ai Disabili , possa senza formazione, magari retribuita in forme varie, possa, condividere con serenità le problematiche che gradualmente emergono durante lo svolgimento del proprio dovere, quindi le istituzioni devono individuare quali servizi risultano essere punto di socio integrazione Sanitario, a contatto con categorie deboli e riflettere su quali azioni fare, al fine di migliorare il rapporto Impresa – Utente – Istituzione.

Vorrei sottoporre alcuni punti a mio parere necessari:

  1. Formazione specifica al personale impegnato da aziende private a contatto con particolare utente
  2. Formazione, di assistenti preparati ad affrontare qualsiasi situazione
  3. Maggiori sforzi finanziari per dare la possibilità alle imprese di contrattualizzare correttamente il dipendente
  4. Maggiore partecipazione delle famiglie al dialogo con le istituzioni, al fine di individuare le esigenze. La collaborazione tra privato e pubblico, azioni comuni tendenti a rispondere concretamente alle potenziali criticità
  5. Maggiore informazione alle famiglie in grado di poter scegliere e utilizzare servizi con semplicità senza subire mastodontiche burocrazie interne
  6. Determinazione di un capitale di spesa, destinato solo ai servizi di socio integrazione, con il coinvolgimento dei servizi sociali e Assessorato Sanità della Regione lazio con Comune – Provincia di Roma

Massimiliano Picardi

 

 
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