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La Simit avverte: “Tornano in Italia le vecchie malattie”

malattie infettive

Stanno riemergendo patologie neglette nel paziente immunocompromesso, nel migrante e nel viaggiatore. I migranti ripropongono poi sovente patologie già conosciute alle nostre latitudini fino a qualche decennio fa come la scabbia (patologia facile da trattare in quanto non necessita di ricovero, e per la quale basta una pomate), alcuni arrivano con problematiche tubercolari, spesso a causa delle pessime condizioni in cui sono costretti a viaggiare. Ma il rischio di infezione aumenta anche con altri virus, che possono essere molto pericolosi, addirittura letali.
È questo uno dei molti temi che sono stati trattati al  XIV Congresso Nazionale della Simit, Società italiana di malattie infettive e tropicali che si è svolto recentemente a Catania. Un congresso che si è focalizzato inoltre sulla sostenibilità dei costi per la cura dell’epatite C, gli effetti della semplificazione terapeutica nel trattamento antiretrovirale; le conseguenze delle resistenze microbiche sulla evoluzione clinica delle malattie infettive, le difficoltà gestionali delle patologie ad etiologia batterica legate a situazioni “complesse”, con particolare riferimento al paziente “fragile” o affetto da temibili comorbidità.
“Abbiamo trattato anche ‘topics’a dir poco ‘scottanti’ – dichiarano i Presidenti del congresso Bruno Cacopardo e Carmelo Iacobello – per esempio il ruolo delle Ong e degli infettivologi nel controllo e nella gestione della epidemia da virus Ebola. Una particolare attenzione è stata poi riservata ai giovani infettivologi, per i quali è stato previsto un simposio sulle più interessanti pubblicazioni infettivologiche del 2015, con ampi spazi dedicati alla discussione interattiva”.
“La sede di Catania, città di frontiera, ha permesso inoltre al Congresso di sollevare il tema dell’accoglienza dei migranti – aggiunge Iacobello, Direttore Uoc Malattie Infettive Aou V. Emanuele Ferrarotto S. Bambino – in un particolare momento storico. Una scelta oculata, visto che Catania si è distinta per l’accoglienza dei migranti senza turbamenti sociali o spinte xenofobe. La presenza dei migranti provenienti dall’Africa, contrariamente a quanto si pensa comunemente, non rappresenta un rischio aggiuntivo sull’incidenza di malattie infettive contagiose e trasmissibili rispetto a quanto siamo stati abituati a vedere fino ad oggi. L’incremento dei casi di tubercolosi infatti, è da attribuire, in gran parte, all’invecchiamento della popolazione residente e alla presenza di comorbidità o concomitanti terapie immunosoppressive che favoriscono la riattivazione della infezione tubercolare”.
La malaria. Il turismo internazionale ha reso questa problematica particolarmente attuale, in quanto spesso i viaggiatori non compiono una corretta profilassi. “Aumenta la resistenza degli antibiotici al germe della malaria – spiega Massimo Andreoni, Presidente Simit – in Italia ci sono solo casi di importazione o casi eccezionali che coinvolgono persone che vivono in prossimità degli aeroporti, a causa di zanzare che viaggiano in aereo. Nonostante questo si tratta comunque di cifre modeste, seppur pericolose, circa un centinaio di casi all’anno, ma si crede che a breve potrebbe arrivare un vaccino sulla malattia”.
Tubercolosi. I casi in Italia spesso sono legati a persone che vengono dall’Europa, soprattutto dalla Romania, Paese ad alto livello endemico. “I casi sono molto frequenti, con dati preoccupanti – spiega Andreoni – i microbatteri tubercolari sono resistenti a tutti i farmaci, e questa malattia sta diventando sempre più di difficile trattamento. Per fortuna esistono ditte farmaceutiche che si stanno interessando alla produzione di nuovi farmaci”.
“La presenza dei recenti flussi migratori – afferma Tullio Prestileo, Dirigente Medico Uoc di Malattie Infettive Ospedale Civico-Benfratelli Palermo e Componente dell’Italian National Focal Point Infectious Diseases and Migrant – propone però una parte di popolazione con tassi di influenza più elevati. Una grande attenzione a questa patologia infettiva è dunque indispensabile, soprattutto in quelle regioni come la Sicilia che subiscono un impatto straordinario con il fenomeno delle migrazioni. Recenti casi epidemiologici sviluppati dal centro epidemiologico dell’Asl di Catania dimostrano come questa sia l’area metropolitana siciliana più colpita da casi di tubercolosi, con un trend nettamente cresciuto negli ultimi due anni. Un’evidenza che è molto chiara nella loro esperienza clinica: dall’inizio dell’anno ci sono stati oltre 30 casi di tubercolosi solo nella sua unità operativa”.
Infine sono state approfondite novità sul fronte della ricerca scintifica: “Il Libro Bianco delle Malattie Infettive, redatto dalla Simit – ha detto Andreoni – che prossimamente sarà presentato alla stampa a Roma, e i risultati straordinari di una ricerca che dà nuove speranze ai pazienti coinfetti, con epatite e Hiv”.

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